High Hopes: something new about emancipation in a reactionary time. A profile of the Italian section of a transnational, cosmopolitan movement

The M Foundation

Something new comes from Italy.  Under the name “Movimento Roosevelt“, new ideas are circulating to contrast and fight the obscurantist mood that is running contemporary economy, leading it towards a re-distribution of richness which is producing a new aristocracy reigning over the multitude, destroying the middle class and the liberal liberties, using propaganda to make us believe to be free while they are dismantling our rights, our economic possibilities, our future.

MRMovimento Roosevelt reads the last 40 years society’s involution as something that is not just the casual evolution of the economy but, instead, it is the chosen direction given by the conservative élites who decide to change the economic model, attacking the citizen’s rights that European and American people had after second world war, building the model of the inclusive and democratic great society that is the Welfare State.

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The whole contemporary history is marked by the difference between…

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Debellato il mal di mare (osservazioni sulla respirazione cosciente e le sue potenzialità)

Debellato il mal di mare
con metodi naturali e certezza di risultato – annotazioni sul metodo elaborato dal dott.  Carlo Antonelli* come occasione per una generale riflessione sullo stato di salute della medicina contemporanea e dei suoi fruitori,  cioè noi tutti.

EV barche molosiglio

La notizia è di quelle che non ti aspetti, almeno, non nella forma in cui si dispiega, si propone, si dispone: eppure è il presupposto applicativo, semplice, dimostrabile e, soprattutto, efficace, di un lungo tragitto che la medicina ha affrontato e affronta, nel tentativo di rendere più armonioso il suo rapporto con la farmacologia – che troppo spesso ne manifesta il volto duro, tirannico, di chi assoggetta gli interessi del singolo agli interessi industriali – e con le radici più remote dela disciplina di Ippocrate, di Asclepio e di Hermes; non soltanto con forme alternative (ma si dovrebbe dir meglio: complementari) come l’omeopatia e la medicina tradizionale cinese, ma anche attraverso il confronto con il progenitore occulto della chimica, la vituperata alchimia.
Per introdurre in modo appropriato l’argomento, innanzi tutto diremo del metodo e della sua straordinaria semplicità che, lungi dall’essere elemento superficiale o banale, al contrario, è la quintessenza di tutte le cose che funzionano con armonia, e che giungono ad essere semplici per astrazione, per prolungata
esperienza sulla teoria e sistematico riscontro e verifica sulla pratica.

Il dott. Carlo Antonelli, che del metodo è l’eccellente  artigiano e il tenace sostenitore, attraverso la sua esperienza ultradecennale nella azienda sanitaria di Napoli, ha potuto testare l’efficacia della soluzione che, per aver successo, necessita soltanto di una adesione empatica da parte del paziente, una disponibilità ad uscire dalla condizione subita, passiva, ed entrare nella sfera attiva di chi dirige la propria consapevolezza. Come si vedrà, è proprio la disponibilità ad assumere il controllo di sé che fa di questo metodo il paradigma di un modello di medicina moderno, fondato sulla comprensione del necessario equilibrio tra corpo e psiche.

Prima di inoltrarci sui sentieri impervi delle implicazioni di più lunga gittata, definiamo dunque il metodo. Si tratta, in breve, di esercitare una respirazione cosciente in armonia con il moto ondoso. Quando le onde, nella fase discendente, trascinano la nave verso il basso producendo il senso di vuoto, allora si dovrà profondamente inspirare; viceversa, quando il moto ondoso fa risalire l’imbarcazione verso l’alto, allora si dovrà profondamente espirare.  Espirare ascendendo, inspirare discendendo: un’inversione del senso comune, simile a quel che i musicisti dicono andare controtempo o, semplicemente, “a levare”.  Se il movimento ha già ingenerato nella persona quel particolare stordimento accompagnato da tensione, ansia, blocco allo stomaco e senso di vomito, la respirazione cosciente in armonia con il movimento, permetterà di recuperare la nozione di integrità di sé, che è il primo passo per sovvertire lo stato patologico che si è determinato. Il recupero della condizione cosciente attraverso l’uso consapevole di questa respirazione ritmica, conduce rapidamente a stabilire un legame diretto con il mare. Il movimento del diaframma risolve il moto di compressione che blocca lo stomaco e i flussi di coscienza: ci si ritrova in una nuova armonia con il mare. Superato lo stato negativo/oppositivo, si entra in simbiosi/osmosi con ciò che ci circonda, ci si riconosce parte del pianeta.
La condizione panica del mal di mare, che può facilmente degenerare in vera e propria angoscia, è sintomatica di una generale verità elementare: e cioè che chi sta male, semplicemente e in ogni caso, non respira bene.
In questa elementare constatazione, piuttosto che l’ovvietà, si dovrà vedere il minimo comune denominatore di ogni condizione patologica e dunque, moto contrario, ripristinare la corretta respirazione sarà il primo e principale antidoto di ogni male.
Con queste mirabili osservazioni, il dott. Carlo Antonelli dimostra come sotto la superficie di una apparente ovvietà si manifestano verità possenti che attengono al piano della segreta profondissima unità tra l’entità materiale e quella spirituale del corpo. Il mal di mare si manifesta metafora, ma anche laboratorio, provetta, piano di osservazione privilegiato in vitro, in quanto permette di esaminare il fenomeno del respiro in uno stato particolare, ad una frequenza di intensità accelerata.  In questo modo, risulta e risalta con ancor più netta evidenza la funzione del respiro  nel regolare l’equilibrio psicofisico dell’organismo.
Si potranno qui spendere alcune osservazioni di approfondimento minimo sulla funzione del respiro.  Come sappiamo sin dagli insegnamenti di base delle scuole elementari (ma che troppo spesso dimentichiamo facilmente, respingendoli alla dimensione inconscia), la respirazione è il sistema attraverso il quale il sangue viene purificato dai polmoni.
Per concludere, quel che si vuole affermare con l’evidente semplicità di questo metodo, è una generale riflessione sull’importanza dei metodi naturali, tra cui, primo e indiscutibile per potenza e tradizione, ciò che nello yoga è conosciuto come pranayama e cioè null’altro se non ciò di cui abbiamo sin qui trattato: la respirazione cosciente.
Dalle considerazioni svolte, inoltre, deriviamo con facilità la troppa indulgenza attribuita dal sistema occidentale al potere esogeno, cioè esterno all’individuo (con termine medico: allopatico) dei medicinali che, invero, troppo spesso sono assegnati al paziente con una facilità che rappresenta meglio gli interessi della casa farmaceutica che li produce rispetto al legittimo desiderio di guarire del malato. E qui si potrà fare un’ultima e non meno potente considerazione sull’efficacia della medicina: perché i farmaci possono attutire i sintomi, ma non davvero guarire. Come si afferma nella sapienza millenaria della medicina tradizionale cinese (in questo, e non soltanto in questo, in completa assonanza e consonanza con la tradizione indù dell’Ayurveda) la guarigione attiene prioritariamente al piano spirituale della persona.

EV danza riva mareIn un’epoca come la nostra, nella quale la speranza di vita si é estesa in modo formidabile, queste considerazioni si protendono evidentemente su un mal di mare che non è soltanto quello che viene dal moto ondoso delle navi, ma che facilmente può esser riferito ai marosi della vita, ad un condizione esistenziale in cui la pratica della respirazione cosciente, le dinamiche dell’esercizio terapeutico di gruppo del pranayama, diventano sempre più elementi di cura della persona e di guarigione attraverso l’armonia e la consapevolezza.  A questo punto, potremmo parlare della funzione catartica della poesia e delle arti e del bisogno/diritto ad essere ascoltati, ma eccederebbe i limiti dell’attuale trattazione, e lo faremo successivamente con un discorso mirato sulle comunità creative.  Era questo, infine, il tema nascosto di questa nostra conversazione.

 

*Il dott. Carlo Antonelli, specialista e dottore di ricerca in ORL, è un esperto di medicina non convenzionale e psicosomatica.  Conferenziere apprezzato, organizza seminari a numero chiuso sulla respirazione cosciente e le comunità creative.  Per informazioni, contattare 418studio@gmail.com

**I quadri “Barche a Molosiglio” e “Danza in riva al mare” appaiono per gentile concessione dell’Artista, M. Ena Villani.  Attraverso i link collegati alle immagini, accesso al sito della pittrice e a un’intervista video.

Pensiero Simbolico

Dissipare i pregiudizi, oppure lasciar perdere il simbolismo e rinunciare ad ogni tentativo di comprensione

Punto di partenza: sfatare le fate, disincantare gli incantesimi, spregiudicare i pregiudizi, slinguare la lingua, indossare paradossi. Abituarsi ad un diverso uso delle frasi. L’invenzione della fotografia, liberando la pittura dalla necessità di dover riprodurre la realtà, ha finalmente superato il livello dell’allegoria per approdare al simbolismo. La psicoanalisi ha fatto il resto. E poi gli archetipi dell’inconscio collettivo, le avanguardie storiche, l’astrattismo, il decostruttivismo, il simposio sulla distruzione dell’arte.

Ecco, ho applicato la costruzione della sintassi alchemica ad un linguaggio moderno. Così, chi sa comprende (e a modo suo, dovendo interpretare) e chi non sa vede a sé preclusa l’intera comprensione, di cui gli giunge tuttavia qualche bagliore. Per alcuni è fascino, per altri qualcosa da rimuovere, da dimenticare, per altri è impossibile non ricordare.  C’è chi rifugge, e chi s’ interroga per la vita intera.  Chacun à son goût.É questo il funzionamento del pensiero simbolicoil velame de li versi strani, è questo il primo passaggio che deve osservare chi ambisce a comprendere il funzionamento di qualsiasi società esoterica.

Vedere il bene contrapposto al male non aiuta la comprensione, ma solo il fanatismo.

Chi interpreta questa frase come apologia delle società segrete sbaglia. Egualmente sbaglia chi ne legge la pubblica accusa. Si chiami Pinocchio a testimoniare, lo si faccia entrare.

Non è interessante la loro (e cioé delle mistiche Societas) valutazione sul piano etico, o piuttosto sul piano estetico, quanto il tentativo di comprendere le ragioni ontologiche che ne rendono costante la presenza nella storia dell’umanità. In altre parole, è interessante cercare di afferrare le ragioni della loro necessaria presenza. Qui, il motto “necessità” andrà inteso come archetipo di Ananke, Adrasteia, Heimarmene“storicamente necessario” e cioè “presente, voluto” e allora il tema diventa: da chi? e perché?

Segue se qualcuno segue, sebbene sia sagacia quasi a ciascuno ignota gnosi occulta

Verbvm Est Lvx

Intoccabili alla Spadasanta

Nessun commento è adatto per questa recensione, nessuna recensione è adatta per questo commento. Può considerarsi scrivere un giallo un fatto politico? Può considerarsi la politica attuale un giallo? E se tutto questo non avesse nessuna attinenza con la cultura? Chi ha detto cultura? Cos’è la cultura? Cosa importa a noi della cultura? (Soprattutto se questa non è altro che l’idolatria di una maschera nuda)? Si può parlare di una crisi in crisi?  La crisi è una linea di demarcazione o una marca che puoi trovare al supermercato?  E’ pensabile continuare con le politiche liberiste oppure occorre ritornare a quello speciale ripensamento di Marx che sono state le politiche keynesiane con la spesa pubblica regolata dallo Stato?  C’entra qualcosa questa recensione con il romanzo, o è un brano sulla falsariga dell’Angolo Fuori, dove recensivamo film mai visti (nel senso che non li avevamo ancora visti, ma poi andavamo a vederli).  E’ ancora pensabile una cultura aperta, collettiva, in cui ognuno di noi può imprimere il proprio segno delicato e cosciente? Come in un giallo, le risposte sono nelle domande, le domande sono altrove che nelle risposte, e le risposte non sono in nessun altrove che non sia la vita stessa. Il punto è trovare il significato e, talora, l’assassino.  Leggere per credere di non credere l’incredibile, con alcuni suggerimenti per trasformare la realtà.

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